potere
tra potere e autorità, piccoli distinguo grammaticali

scusandomi in anticipo con coloro che giudicheranno la presente come ecessivamente puntigliosa, cerco nel proseguio di spiegare il perchè di alcune dissertazioni mie sull'uso troppo spesso improprio di temini, di significati e significanti, senza naturalmente la pretesa di essere nel giusto; almeno tanto quanto nello sbagliato.
ho sempre sostenuto, per farla breve, che le parole, non le portino le cicogne (*); ognuna ha un senso preciso ed un ruolo proprio nella costruzione di un linguaggio condivisibile.
non usando tali mattoncini in modo corretto, come spesso oggi succede per i più svariati motivi, la struttura crolla, per logica conseguenza di fondamenta non correttamente dimensionate, cioè errate in un contesto strutturato.
uno di questi termini è potere, spesso confuso, inconsciamente o meno, con autorità.
sopratutto succede nei discorsi di carattere politico e religioso , ove sembrerebbe più appropriato, seguendo le ultime teorie economico-sociali più vicine ad un modello matematico funzionante, quindi afferenti alla visione odierna di scienze, sostituire al primo il secondo.









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