NO a EXA SI alla PACE

Per il ventiduesimo anno, Brescia ospita EXA, una delle vetrine mondiali più importanti per i produttori di armi leggere e di piccolo calibro, aperta al pubblico, minori compresi.
I promotori di questo supermarket dell’assurdo, con gran dispiego di vassallaggio di bassa lega, elogiano la bella mostra di “armi sportive e dell'outdoor”, ma in realtà l'esposizione è ampliata alle armi da difesa personale e ad articoli antisommossa per le polizie di tutto il mondo.

Armi che sono state vendute e usate nell'ultimi decenni negli innumerevoli conflitti che hanno insanguinato il pianeta, come ben denunciato dal rappresentante della Santa Sede all'Onu, Mons. R. Martino.
Armi che lo stesso Segretario Generale dell'O.N.U. Kofhi Annan, ha definito nel 2001 "armi di distruzione di massa", complici nel solo ultimo decennio dell’assassinio di due milioni e mezzo di bambini e cinque milioni di disabili e mutilati.

Non si sono ancora spenti gli eco di spari e urla di disperazione provenienti dall’Iraq, l’aria puzza di morte ed è nera come il petrolio, come la morte.

Si gareggia a chi vende più bugie ad una società che non vuole più essere succube di una logica dettata da un mercato senza cuore.
No Signori della guerra e del denaro, non nel nostro nome, e siamo in tanti, continuerete a sacrificare i diritti fondamentali dei senza voce del mondo a favore di una crescita economica illimitata ed insostenibile.
La vostra sconfitta è iniziata da tempo.
Siamo noi, società civile, che vi depone dai troni;
senza armi e potere, ma con tanta rabbia e voglia di giustizia.
Con la voce alta che si mischia alle urla dei fratelli che pagano sulla loro pelle i vostri sporchi interessi.
Avete svuotato la legge 185/90 sul controllo e la limitazione del commercio di armi, ma non vi basterà.
Il rifiuto della guerra, ad ogni guerra, “senza se e senza ma”, si diffonde incessantemente.
Siamo l’”esercito” più numeroso e colorato al mondo.
Non abbiamo patria, divise e vessilli, non ci servono, siamo cittadini del mondo.
Guardiamo avanti, ad un futuro diverso, una nuova primavera annunciata dai colori dell’arcobaleno.

Nel retrobottega di queste industrie di arnesi fatti per uccidere, ci sono migliaia di lavoratori che da anni chiedono una riconversione della produzione.
Ci sono padroni che speculano su terrorismo e guerra.
Ci sono persone che muoiono affinché il cerchio si chiuda.

Abbiamo l’obbligo morale di attivarci per spezzare questa catena.

"O l'umanità distruggerà gli armamenti, o gli armamenti distruggeranno l'umanità" (Einstein)

davide ferrari – 11 aprile 2003