UNA ALTERNATIVA POSSIBILE

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Da tempo si odono molte voci e invettive, spesso urlate, dirette alla persona di "lui", come spesso viene denominato il basso nostro Presidente del Consiglio attuale.
Mi permetto di fare una osservazione, basata sui numeri, che per natura non mente, a meno che si bari; a volte succede.
"Lui", comanda perchè la maggioranza degli italiani lo ha votato per l'investitura del ruolo che ricopre, presentandosi quale leader di una coalizione, ognuna con un suo programma, o propaganda, insomma il classico cavallo di battaglia da conseguire.
Situazione simile, almeno nella forma, a quella di un passato Prodi, grazie al famigerato "porcellum"; differente solo, in modo tangibile, il divario di potere d'immagine.
E vorrei vedere! Con i mezzi massmediatici che dirige, direttamente e non, ci mancherebbe pure il flop.

L'unica strada alternativa comporta inevitabilmente uno stravolgimento culturale, già in atto, ma non ancora concretizzatosi.
Certo, ci vuole tempo, mica sono un visionario o un mago, ma troppo nè già stato sprecato.
E' d'obbligo, credo, virare verso l'espressione democratica e partecipata di una società civile in cui liberamente il cittadino decida chi "stipendiare" per la rappresentatività del proprio voto di mandato.

Chiaro che si debba trattare di una vera e credibile unione d'intenti, creata dal dialogo tra partiti, associazioni, movimenti,comitati,grillini e sarracchiani.it, bresciapoint e altrabrescia, e così via dicendo, senza esclusione a priori di alcuna "variazione cromatica", al fine di affrontare e risolvere i conosciuti punti di problematicità, a scala locale, come globale, pena la rovina e l'autodistruzione, almeno della parte di universo conosciuto.

Si tratta in poche parole di scieglire tra modellazioni diversamente strutturate, tramite i mezzi scientifici, tecnologici e filosofici, soprattutto quest'ultima improntata ad un'etica laica, sempre in direzione del microsistema, che unico matematicamente, intersechi i tre sovrainsiemi che reggono la globalità del pianeta, SOCIETA, ECONOMIA, ECOLOGIA.

Il perchè è pura logica, che è come dire buon senso, si tratta dell'unica area su di un piano che garantisca uno "sviluppo sostenibile", almeno per qualche annetto di vita in più del succitato conosciuto.
Due dimensioni non bastano certo a spiegare alcun fenomeno spazio temporale esistente; sono undici, o giù di lì le dimensioni conosciute in cui viviamo.
Ma spesso semplificare le cose non guasta.

A tutti, il proprio libero pensiero ed espressione consequenziale, questo è il diritto più intaccato oggi, in ogni dove; ritengo che come punto di partenza capace di fare unione non sia poca cosa, anzi, forse potrebbe di per sè già porre le fondamenta di un partito, o meglio di un movimento "liquido", visto che la forma istituzionalizzata ha dimostrato tutti i suoi limiti, capace di attrarre una condivisione allargata circa nuove e necessarie modalità di governance.

Credo.

davide ferrari.