dieci anni dopo...e per mille anni ancora
Fabrizio; sempre il solito. Sempre di compagnia, in qualunque direzione si vada, dialogando, ascoltando, ostinato e contrario per natura.
Dieci anni sono passati;
il tempo e lo spazio sono variabili strane da intendere, e tu ne approfitti per fare un salto a salutarci, a tuo modo, poeticamente.
Del resto, tu giochi facile, per mille e mille anni ancora, vibrerai tra luoghi sconosciuti, come solo alla bellezza e alla verita' e'permesso.
Percepivo il bisogno di piangere, come tanti, troppi.
Mi conosci bene; ho pianto, lavando con le lacrime i miei occhi sempre troppo appannati e distratti, con la dolcezza della neve fresca.
Così..naturalmente, spezzando senza fatica ogni sorta di catene, ignorando da qualsivoglia autorita' venissero.
Con il solito modo ruvido, da compagno di strada che la sa sempre un po' piu' lunga, mi hai regalato ancora poesia, fatta di emozione, meraviglia e libertà, senza far altro che accordarmi, ad un crescendo di suoni lontani e variegati, eppure melodiosi.
Non ho dubbi che ad ogni singola persona che riesce ancora ad ascoltare, sia andato il regalo a lui piu' gradito, appuntato da te, senza nessuna pretesa, cosi'..poeticamente.
Come non ho dubbi, che il direttore della insolita orchestra, non puo'che essere una qualche parte di te sparsa tra gli infiniti universi.
Grazie Fabrizio, ancora, e per mille anni ancora, amico e fratello.









Anonimo on January 30th 2009
Condivido lo stato d'animo.Fabrizio è un maestro.
Fabrizio c'è. Fabrizio ha inciso sulla mia vita note e parole che difficilmente potrò scordare.
Alessia
GIUGNO '73
Tua madre ce l'ha molto con me
perché sono sposato e in più canto
però canto bene e non so se tua madre
sia altrettanto capace a vergognarsi di me
La gazza che ti ho regalato
è morta, tua sorella ne ha pianto,
quel giorno non avevano fiori, peccato,
quel giorno vendevano gazze parlanti.
E speravo che avrebbe insegnato a tua madre
A dirmi "Ciao come stai", insomma non proprio a cantare
per quello ci sono già io come sai
I miei amici sono tutti educati con te
però vestono in modo un po' strano
mi consigli di mandarli da un sarto e mi chiedi
"Sono loro stasera i migliori che abbiamo".
E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa
nell'imbuto di un polsino slacciato.
I miei amici ti hanno dato la mano,
li accompagno, il loro viaggio porta un po' più lontano
E tu aspetta un amore più fidato
il tuo accendino sai io l'ho già regalato
e lo stesso quei due peli d'elefante
mi fermavano il sangue
li ho dati a un passante
Poi il resto viene sempre da sé
i tuoi "Aiuto" saranno ancora salvati
io mi dico - E' stato meglio lasciarci
che non esserci mai incontrati
Testo: Fabrizio De Andrè
Anonimo on December 11th 2009
Fabrizio De André, un’ombra inquieta.
Ritratto di un pensatore anarchico – Edizioni Il Margine
Libro di Federico Premi
Recensione di Laura Tussi
Fabrizio De André ha sempre praticato consapevolmente l'esercizio del pensiero e la sua opera politica e musicale rappresenta una sapiente e radicale critica alla concezione borghese dell'esistenza.
L'autore del libro, Federico Premi, avvalora questa ipotesi tramite l'analisi dei manoscritti inediti di De André, disponibili presso il centro studi Fabrizio de André dell'Università di Siena, dove appaiono ricorrenti i riferimenti alla tematica anarchica e alla critica della società borghese. “È tempo di tornare nomadi. Siamo stati sedentari per troppo tempo. Bisogna rimettersi in cammino”. Fabrizio De André continua a ripetere questo concetto nelle sue canzoni e nei moltissimi appunti manoscritti.
La vita infatti è un continuo processo di metamorfosi, di cambiamento, di ricerca nella costante resistenziale e febbrile dell'erranza.
Secondo De Andrè, l'anarchia, oltre che forma di autogoverno alternativa all'attuale sistema di potere, rappresenta il solo antidoto contro l'omologazione sociale e culturale, contro la pianificazione categorica e l'arbitrio imperante. Tra gli aspetti più inquietanti dell'immobilismo della società contemporanea è l'assuefazione universale alla logica capitalista. Il verbo del fondamentalismo capitalista si è imposto ovunque, operando una drastica reductio ad unum, un’inaudita uniformizzazione, pianificazione, normalizzazione del sistema e omologazione culturale. L'umanità dovrà attuare presto un nuovo sistema politico ed economico e una diversa e più virtuosa cultura del confronto e dello scambio, non più fondate esclusivamente sul torvo e bieco valore del profitto e del tornaconto, nella realizzazione di un'utopia sommessa e confessata in versi, all'interno di un discorso cifrato ed elusivo nelle canzoni di De André, che canta una critica serrata al mondo borghese del conformismo allineato. Infatti, borghese è, in ogni tempo, l'invincibile inerzia dello spirito, l'ossessione per l'agio e la stabilità, matrice di ogni idolatria, che costituisce il momento statico immortale dell'esistenza del singolo e della società. La morale borghese è mortifera, in quanto vuole bloccare il divenire, nella pretesa di uniformare, omologare, conformare e rendere tutti gli uomini simili fra loro, equivalenti, intercambiabili, perché il borghese si preoccupa di essere integrato, allineato e leale con il sistema. Un'autentica rivolta esistenziale consiste nel riconoscere il proprio stato di uomini colonizzati e allineati, per liberarsi dagli ingranaggi del sistema e divenire Anime Salve, riappropriandosi di se stessi e della propria vita in modo unico e originale. Il potere persuasivo di ogni sistema, fondato su valori fissi e indiscutibili, provoca paura e disorientamento per ogni diversità e alterità anarchica, opposta all'ingranaggio del quotidiano. Il borghese non sa riconoscere il proprio intimo essere, l' “ombra inquieta” che si muove nelle pieghe dell'anima e della storia.
Il Faber pensatore affronta dunque i temi della borghesia e dell'anarchia come categorie dello spirito, del potere e della costante resistenziale, tra morte, solitudine e natura, tra follia e diversità, per cui l'artista diviene anticorpo del sistema vigente e cantore di bellezza e utopia.
Laura Tussi
www.youtube.com/lauratussi