archivio - 2004

Data

August 13th

L'ANTENNA DELLA DISCORDIA :: RICHIESTA CHIARIMENTI SOPRINTENDENZA BRESCIA

Prot. n. 8026 del 13 agosto 2004

SOPRINTENDENZA PER I BENI AMBIENTALI E ARCHITETTONICI DI BRESCIA - CREMONA – MANTOVA
Via Gezio Calini,26
201000 BRESCIA

Con la presente si richiede parere di competenza circa la legittimità dei PERMESSI DI COSTRUIRE n. 72 e n.73 rilasciati in data 22 luglio 2004 dal Comune di Borgo San Giacomo (BS), relativi ad Installazione ed esercizio impianto per telefonia mobile .

La motivazione di cui all’oggetto scaturisce dal fatto che un traliccio alto circa 40 mt verrà costruito a ridosso del cimitero e a pochi metri dalla chiesa del XII secolo intitolata a San Genesio, entrambi beni vincolati dal “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, con conseguente forte impatto sul complesso consolidato.
Presa visione della documentazione allegata alla domanda di autorizzazione manca il nullaosta di codesto ente, che parrebbe vincolante.

Inoltre si sottolinea che dichiarata l’incostituzionalità della “legge Gasparri”, le strutture come quella in oggetto sono da considerare a tutti gli effetti come le altre costruzioni, dovendo sottostare quindi alle norme statali e locali in materia urbanistica ed edilizia.
In questo caso specifico non sono nemmeno prese in considerazione le distanze di rispetto dal cimitero.

Per meglio chiarire la situazione si allegano elaborati grafici – copia di atto concessorio – e simulazione di impatto ambientale.

Si coglie l’occasione per porgere
Distinti Saluti.

Borgo San Giacomo, lì 13 agosto 2004

COMITATO AMBIENTE E SALUTE DI BORGO SAN GIACOMO E VILLACHIARA – BS-
Fappani geom. Paolo (Vicepresidente)

OTHERX.org – Indipendent Web Journal
Ferrari arch Davide (Direttore)


August 9th

ripetitori, Amministrazione Comunale, Comitati :: chiarimenti

borgo San Giacomo, lì 09-Ago-2005

Riguardo la risposta data dall'A.C. di Borgo San Giacomo al volantino scritto dal Comitato Ambiente e Salute, andrebbero precisate alcune (non poche...) cose.

Ci sarà tempo per analizzarle una a una. sicuro.

Per quanto riguarda la domanda di installazione di nuova antenna in via G.B. da Farfengo, essa è stata sospesa, non respinta;
urge un chiarimento per il cittadino che magari non ha seguito per intiero la vicenda.

La D.I.A. ( Denuncia di Inizio Attività) presentata dalla società di telefonia (HG3) era di già in essere, allorquando, il sottoscritto davide ferrari (direttore di OTHERX.org), venuto nel frattempo a conoscenza della stessa grazie alla Sig.ra Fossati Silvia, informata dal sindaco quale abitante della zona interessata, si è mosso con la suddetta Silvia, prima consultando i documenti presentati all'UTC e quindi contattando con tempestività l'Avv. Pietro Garbarino di Azione Giuridica di Legambiente Brescia. Quest'ultimo, esperto del settore di lungo corso, su incarico proposto ed accettato dalla A.C., ha dato la sua valida consulenza, visto che l'UTC è riuscita a sospendere la D.I.A. GIA' IN CORSO, scrivendo un paio di lettere.
La vicenda certo non si pretende dire sia finita, considerando il peso economico ( quindi politico) delle multinazionali della comunicazione...

Per quanto concerne invece i PERMESSI A COSTRUIRE rilasciati alla TIM per la sostituzione delle attuali due antenne (mobili) con un solo traliccio alto 40 mt (sic!), contro cui l'A.C. si è opposta meritevolmente fino a giungere a due pronunciamenti contrari del TAR, si sottolinea che è vero che con il "Decreto Gasparri" il Comune di più non poteva fare.
A meno di non ritenere di affittare a suo tempo il terreno interessato alle ditte (TIM ed O.P.I.) che naturalmente vogliono ora goderne i diritti.

Ma... alla data del rilascio dei permessi ( 21.07.04), la "famigerata Gasparri" da tempo risultava annullata per incostituzionalità, quindi non a questa legge si doveva far riferimento, ma alle leggi Nazionali e regionali oggi valide...

A questo proposito OtherX ed il COMITATO LOCALE già si sono attivati per far annullare le autorizzazioni rilasciate, con buoni motivi per ben sperare...

Quindi a presto... e vediamo cosa succede.

saluti a tutti
davide ferrari


March 10th

L' URBANIZZAZIONE SELVAGGIA E LA DEVASTAZIONE DEL TERRITORIO BRESCIANO

Prendendo spunto dalla costellazione di varianti ai Piani Regolatori, ora Piani di Governo del Territorio diffusisi a macchia di leopardo in tutta la bassa bresciana, "congrui" in tutto o quasi alla oramai consueta programmazione territoriale che caratterizza da decenni la provincia di Brescia, vorrei porre all’attenzione sia degli amministratori locali che dei cittadini alcune questioni in merito.

E’ un fatto inoppugnabile che il diffondendosi nella mentalità e sensibilità della società civile del “senso di appartenenza”

accompagnato dal bisogno di “partecipazione attiva” alle scelte politiche e programmatiche insistenti sul proprio habitat, dimostrano una improrogabile necessità di tutela, salvaguardia e rispetto nei confronti dell’ambiente circostante, favorendo la divulgazione di un “approccio ecologico” alle tematiche dello sviluppo e della trasformazione del territorio.

Sicuramente stiamo attraversando una fase dai contorni ancora sfumati ma già sufficientemente chiara nella sostanza, tanto da indurre migliaia di persone a scendere ogni giorno nelle piazze, per far sentire il proprio dissenso nei confronti di scelte che perseguono la logora e vecchia logica globalizzante e neoliberista, dove la “natura” non viene mai considerata nel contesto economico, nonostante oggi risulti lampante il significato di costo ambientale dello sviluppo, anche in termini di convivenza civile e dunque di costo sociale.

E’ ora di invertire una rotta che da tempo si è rivelata sbagliata, pena la non possibilità di ritorno. E’ necessario comprendere e mettere in pratica una corretta pianificazione territoriale urbanistica ed ambientale, attraverso una rigorosa realizzazione delle infrastrutture pianificate, essenziali per uno sviluppo armonioso e compatibile e per una sostenibilità del modello economico bresciano ed in generale del nord Italia.

Pensiamo alla strada provinciale XI, chiamata comunemente Quinzanese, si sta trasformando a vista d’occhio in una immensa arteria al servizio dell’industrializzazione, di una artificializzazione paesaggistica e naturalistica intollerabile da un territorio che cerca di difendersi dalla devastazione della propria innata vocazione agricola. Siamo di fronte alla cosiddetta “città diffusa”, senza un minimo d’ordine che logica imporrebbe. Una enorme periferia, caratterizzata da una frammistione di fabbriche e capannoni, incuneati fra abitazioni, cimiteri, campanili e campi coltivati, senza soluzione alcuna di continuità.

Pensiamo alle recentissime sovradimensionate zone industriali di ciascun territorio comunale, realizzate o in divenire, che stravolgono la tipicità e l’identità storica, sociale, artistica del paesaggio bresciano, scritta sui muri di mattoni da generazioni immemori, vittima sacrificale di uno sviluppo incurante di qualsiasi tipo di salvaguardia ambientale. Si tratta di una colonizzazione di tipo capillare, come dimostrano le continue nuove tratte stradali, le circonvallazioni, i raddoppi autostradali e quant’altro, causati di riflesso dalla frantumazione delle proprietà e dall’urbanizzazione diffusa, che privilegiando un sistema di trasporto esclusivamente su gomma, castrando sul nascere ogni tentativo “altro” di trovare soluzioni alternative, che pure esistono e sono messe in atto negli altri grandi paesi sviluppati.

Non ci vuole certo un titolo di studio attaccato ad una parete per comprendere come le maggiori responsabilità di un tale sviluppo non sostenibile sia imputabile ad una classe politica vecchia, che non seppe a suo tempo affrontare le tematiche connesse al boom economico, chiudendo gli occhi ed il naso davanti agli effetti da questa provocati, ma che occupa ancora oggi gli scranni del potere decisionale, facendo dei proventi dagli oneri di urbanizzazione la panacea ad ogni male, dimenticando che tutto ciò che viene “maltolto” all’ambiente che ci circonda prima o poi lo si deve restituire, e con gli interessi.

Già le prime rate le stiamo pagando a caro prezzo, ma il grosso cadrà sulle spalle delle future generazioni, che si troveranno nell’assurda condizione di poter solo porre dei temporanei freni ad un trend negativo, che come un treno in corsa senza comandi è destinato ad infrangere i pochi sogni che resteranno ai malcapitati passeggeri.

Borgo san Giacomo, lì 10 marzo 2004

davide ferrari