archivio - 2003
December 24th
NATALE A RATE
Natale da calendario,
appeso al muro come
un crocefisso.
Sempre più frenetico
pieno di vuota allegria.
Ricordi sbiaditi di ieri,
riposti nel cassetto
dimenticato dei sogni.
Vecchie istantanee emerse
dalla nebbia dei pensieri.
Colori e profumi,
confusi nel fango
di neve sporcata.
macchie indefinite
di gente senza meta.
Bambini griffati,
da capo a piedi
tristi e uguali.
Prigionieri di una civiltà
senza cuore.
Domani un altro Natale,
da trenta denari
comprato a rate.
No…io non ci sono
noi non ci siamo.
24.12.2003
September 29th
Centrale TURBOGAS di Offlaga (BS) :: lettera aperta al Sindaco di Brescia
Il sindaco di Brescia dica la sua sulla centrale di Offlaga
Crediamo in tutta onestà, e con il massimo rispetto per la sua persona, che sia giunto il momento in cui il sindaco di Brescia Paolo Corsini non debba, o meglio, non possa più esimersi, dal rendere pubblica la sua posizione politica in merito al progetto di centrale termoelettrica di Offlaga, che con sotterraneo lavorio di mediazione politico economica, e tentando di accreditare improponibili valutazioni di impatto ambientale, l’Asm e l’Ansaldo cercano di resuscitare.
L’Asm errò fin da subito, circa tre anni fa, non esibendo neppure un minimo approccio comunicativo almeno con gli abitanti di Offlaga, Manerbio, Bagnolo, Barbariga, Dello, Verolanuova, Verolavecchia, San Paolo e dintorni, custodi e depositari del diritto identitario sul loro territorio e paesaggio.
Un megaprogetto si involava verso Roma, (come altri «imbeccato» da sciagurate delibere di Giunta, antigiuridiche in uno stato di diritto) e mentre tanti affaristi tessevano la trama in calcolato silenzio, decine di migliaia di bassaioli dormivano sonni ignari.
Noi ambientalisti (termine che oggi risulta inadeguato rispetto all’attenzione e all’impegno verso un tipo di sviluppo eco-sostenibile che investe tutti gli aspetti del vivere quotidiano) capimmo presto l’enormità del rischio e del sopruso che si voleva e si vuole imporre.
Era ed è ancora la ormai tristemente famosa «madre di tutte le centrali», una 800 Megawatt (costo mille miliardi di vecchie lire, utile 200 miliardi all’anno), che preleverebbe dal sottosuolo una spropositata quantità d’acqua, e in grado di emettere anidride carbonica pari a 2 milioni di tonnellate annue, l’equivalente delle emissioni nell’atmosfera di 400mila abitanti in un paese di tremila. E capace di bruciare nei previsti trent’anni di funzionamento 35 chilometri cubi di metano (35 miliardi di metri cubi), gas ad effetto serra, con una combustione che genera giorno e notte, tramite camini alti cento metri, veleni aeriformi, polveri, ed una spaventosa quantità di aria calda regalandola gratis all’atmosfera.
Alla faccia della cogenerazione, tecnologia da prevedere come discriminante essenziale da ogni nuovo piano energetico serio, provinciale o regionale che sia. Ammesso che i preposti assessori conoscano e rispettino almeno i primi rudimenti della termodinamica, già in possesso a diligenti studenti delle superiori.
Alla fine di un’estate che è stata infuocata e interminabile, e con la prospettiva (o rischio) di finire arrostiti dal caldo di un clima tropicalizzato e tendente all’impazzimento nei prossimi anni (si badi, anni, non decenni) noi ci chiediamo: com’è possibile da parte di chi ha la maggioranza delle quote della s.p.a nostrana, ovvero il comune di Brescia, mantenere un atteggiamento di sostanziale acquiescenza verso scelte manageriali che decine di migliaia di persone giudicano sbagliate, sul piano tecnico e sul piano politico, illegittime in quanto gravemente lesive dei loro diritti, primo fra i quali il diritto alla salute?
Chiediamo al signor sindaco inoltre di adoperarsi perché:
1) sia rispettato il grandioso pronunciamento popolare referendario del luglio 2002, che ha democraticamente sancito, con l’87% di contrari, il no alla centrale;
2) sia rispettato l’impegno preso pubblicamente, da galantuomo, dal presidente della Asm, ing. Capra, verso i cittadini di Offlaga, di annullare il progetto qualora la sua società non avesse avuto il consenso degli offlaghesi; le ricordiamo in proposito che la Cogeme ha mantenuto un analogo impegno con i cittadini di Borgo San Giacomo dopo il referendum del giugno 2002, con il 93% di no;
3) siano rispettati gli accordi di Kyoto, con una conseguente e obbligata riduzione provinciale delle emissioni di biossido di carbonio (CO2);
4) le Amministrazioni comunali bresciane, in particolare quelle dove Asm gestisce servizi, attuino nei fatti, a cominciare dalle migliaia di edifici pubblici o di uso pubblico, tutte le possibili ristrutturazioni energetiche che si autofinanziano con i risparmi economici conseguenti all’incremento di efficienza.
Saremo molto lieti di poterla incontrare, come nostro ospite insieme all’ing. Capra, in un convegno sull’uso razionale dell’energia che stiamo preparando per fine ottobre a Manerbio.
ferrari davide – Pellegrini Gabriele – Tosoni Mario – 29 settembre 2003
September 16th
Centrale TURBOGAS di Offlaga (BS) :: LA VITTORIA DEL POLITICANTE
Published by davide ferrari on September 16th, 2003
in offlaga, Locale, energia, dis/appunti di viaggio
35 sindaci, consiglieri e assessori provinciali e regionali riuniti per decidere una linea comune di azione “contro la centrale”: NO, NI’…magari da un’altra parte …, forse SI’ ma non sarebbe colpa nostra…
OFFLAGA. Una sconfitta, ben sceneggiata naturalmente, per una intera comunità, la quale esce da un “convegno” di politici di vario livello gerarchico, con un bicchiere di vino stinto in mano, mezzo vuoto o mezzo pieno.
35 sindaci della bassa bresciana, consiglieri e assessori provinciali e regionali, che con il loro fraseggio riempiono la sala gremita di un fastidioso senso di vuoto.
Le parole volano, in una assonanza di intenti contrastanti la più che possibile costruzione della annunciata centrale da 800 MW.
Come da un terreno arato di fresco riemergono slogan oramai sbiaditi e parzialmente decomposti dal tempo.
Evidentemente ancora buone all’uso: “ vista la vocazione agricola “doc” e "dop" del territorio coinvolto dall’impattante impianto, se ne sottolinea per l’ennesima volta l’assurdità”.
Una assurdità talmente banale, che non fossero nati i vari comitati “contro”, talmente cresciuti quantitativamente e qualitativamente, da assumere sempre più peso politico-elettorale, di centrali ne sarebbero già sorte 3 o 4 nei dintorni, stimando per difetto.
Ero anch’io un amministratore fino al conflitto in Irak, di un comune coinvolto da una fra le tante domande, scese a pioggia sulla bassa, per costruire le “turbogas”, in un momento in cui la maggioranza degli stessi sindaci presenti in aula erano favorevoli, chi più chi meno.
Attratti da un disastro territoriale spacciato per “affare” economico, molti si sono prestati al gioco delle lobbyes proponenti, altri, i più furbi, scrutavano l’evolversi della situazione, forti di un progetto standard ben chiuso nel cassetto.
In Provincia, i cosigli, personalmente seguiti con il malumore tipico di chi spera inutilmente che la rappresentazione di un copione già scritto, possa cambiare. Invece repliche continue.
NO…NI’…forse SI’…si aspettano sviluppi.
Sviluppi delineati e chiari, che continuavano il loro iter burocratico, senza grandi scossoni, solo con ritardi conseguenti alla forte pressione e soprattutto tenacia del dissenso popolare diffuso a macchia d’olio in ogni angolo della penisola.
In Regione, un piano sopra nel “palazzo” del potere, trapelavano poche e contrastanti notizie diffuse ad arte, per poter agire conseguentemente con efficacia.
Non parliamo delle farse tenute a Roma, in conferenza dei servizi.
A decidere sul tipo di “sviluppo” energetico una combriccola di volpi.
Sicuro.
Pochi decisionisti, ma capaci di vendere la madre per un pugno di dollari in più, hanno saputo reggere la situazione, scaricando barili a destra e a manca con la naturalezza di vissuti scaricatori portuali, rubando ( non che sia una novità) qualche applauso, tramite vaghi intenti manifestati all’assemblea da alcuni loro portavoce pubblici.
Mi diceva il mio amico Mario – grande osservatore – che strategicamente frammisti ai presenti c’erano molti “infiltrati” mai visti dalle nostre parti, dove ci conosciamo tutti, quasi per nome.
Sarà…
E’ vero, non di tutta l’erba si può fare un fascio, e a scanso di equivoci al proposito voglio spendere due euri per ringraziare chi, tra i politici veri, ha sempre agito e difeso coerentemente la propria posizione, favorevoli o contrari, ma comunque a ragion veduta, la propria, onesta, e come tale da rispettare a priori.
Per la cronaca l’assemblea, dopo infinite elucubrazioni estratte dal cilindro di “Piani Energetici” alquanto enigmatici e contrastanti ai vari livelli di programmazione territoriale, dopo l’immancabile e sempre buona sviolinata sulla “vocazione agricola “doc” della zona”, dopo attestati di solidarietà alla comunità preoccupata e parecchio arrabiata, si è alfine giunti al dunque, così per dire.
Nessuno dei presenti ritiene cosa giusta questa “maledetta” centrale targata A.S.M. S.p.a. (ex Azienda Servizi Municipalizzati), potentato quotato in borsa, fiore all’occhiello di amministrazioni ambidestre, deciderà comunque il Ministero di concerto con la Regione… (!)
Un “seminario” sbiadito ed inconcludente quindi, infarcito di piagnistei e sterili polemiche; ritrovo di molti, forse troppi, politicanti di professione, “costretti” a scendere a patto con un fastidioso dialogo (?), quasi che il governo di un territorio non debba essere prerogativa di chi lo vive quotidianamente.
Insomma la politica sempre più in crisi continua a rifiutare l’unica via possibile per un futuro armonico, quella di puntare ad uno “sviluppo sostenibile”, con una azione che parte dal locale in un ottica che non perde di vista il globale.
Peccato. Eppure ieri a Cancun…
Il cambiamento evidentemente risulta essere troppo lento, frenato dagli enormi interessi finanziari e dall’inerzia di succubi governanti.
L’imperativo per i dissidenti alla logica dell’Impero è correre , correre più forte, come il vento, più del tempo.
Un Mondo Diverso è Possibile, ma soprattutto Necessario.
davide ferrari – 16 settembre 2003









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