archivio - 2002
October 13th
Architettura e Bioedilizia
Published by davide ferrari on October 13th, 2002
in bioedilizia, architettura e territorio, appunti di viaggio, sostenibilita
In generale il costruito deve essere progettato nell’ottica di massima durabilità, comfort, benessere fisico e psicologico , di un uso razionale ed efficiente delle risorse energetiche “alternative”, dei materiali reperibili in loco, di tipo grezzo, recuperabili e riciclabili, oltre che non nocivi per la salute dei fruitori, di un uso del verde come elemento compositivo del progetto, di una flessibilità strutturale unita al senso estetico chiaramente espressione del presente.

Architettura e Bioedilizia
La nostra idea di Architettura “Bio-Ecologica” non è intesa come adesione ideale ad una ennesima branca specialistica disciplinare tra le troppe specializzazioni che contraddistinguono l’odierna tendenza del costruire e salvaguardare i Luoghi dell’abitare.Al contrario si ripropone come risposta metodologica alla impellente necessità di una radicale rilettura delle emergenze storico-artistiche, dei valori, delle stratificazioni del vissuto umano, al fine di rapportarsi nel contempo in modo equilibrato ed armonico al contesto ambientale in cui si opera, e che necessariamente ne viene artificialmente trasformato ed antropizzato.
Ogni epoca del passato ha espresso nelle architetture prodotte le proprie peculiarietà culturali, sociali, politiche ed economiche.
L’architettura d’oggi è oramai generalmente ridotta ad una subalternità alle logiche strutturali del mercato finanziario globalizzante, oppure rivolta ad una sterile autorappresentatività slegata dal contesto che la ospita.
Una scelta Bioecologica si colloca nel tentativo di riavvicinare le componenti tecnologiche e formali del Progetto, riconducendolo nell’alveo unico di una necessaria multidisciplinarietà.
Punti chiave per una Architettura Naturale Il Progetto Ecologico, riferito al governo urbanistico del territorio, all’edificazione ed al recupero, è contraddistinto dalla volontà di inserirsi naturalmente in un contesto di Sviluppo Sostenibile, in alternativa al pensiero unico positivista, minato fin alle fondamenta, ma capace di resistere attraverso dei violenti colpi di coda, nonostante la sancita sconfitta metodologica, testimoniata dai numerosi dibattiti, trattati e dichiarazioni a livello planetario, caratterizzanti gli ultimi decenni.
I criteri generali dell’ideare e realizzare ecologicamente sono molto articolati, rimandano ad una realtà molto complessa, e quindi di difficile applicabilità nella loro globalità, ma facilmente adattabili ai diversi contesti interessati, rimanendo fedeli ai modelli ideali guida.
In generale il costruito deve essere progettato nell’ottica di massima durabilità, comfort, benessere fisico e psicologico, di un uso razionale ed efficiente delle risorse energetiche “alternative”, dei materiali reperibili in loco, di tipo grezzo, recuperabili e riciclabili, oltre che non nocivi per la salute dei fruitori, di un uso del verde come elemento compositivo del progetto, di una flessibilità strutturale unita al senso estetico chiaramente espressione del presente.
Un utile DECALOGO operativo
Sono molti gli aspetti da considerare in un progetto improntato alla bioarchitettura, ma questa esposizione cerca di fissarne i principali nel seguente ideale “decalogo”, lasciando agli interessati il compito di approfondirli nel dettaglio.
1) RAPPORTO CON L’INTORNO: solo una attenta disamina del Luogo e di ciò che lo caratterizza può permetterne una lucida percezione dei rischi di inquinamento elettrico, sonoro, chimico.
2)IL LUOGO: una adeguata e sana collocazione del manufatto è spesso condizionato da varie anomalie: quali falde freatiche, faglie, ecc, le quali devono nel possibile essere evitate.
3) IL PROGETTO DELL’ESTERNO: di basilare importanza è la creazione di un sito aperto, che si inserisca in un percorso o corridoio ecologico, attraverso l’uso attento di essenze vegetali autoctone e dell’acqua quale elemento rivitalizzante l’ambiente.
4) LA STRUTTURA: particolare attenzione deve essere posta al livello di gas radon presente nel suolo ed utilizzare gli accorgimenti atti ad allontanarlo dall’edificato. L’uso del cemento armato deve essere ridotto al minimo, e l’armatura di ferro messa a terra. Utilizzare elementi murari naturali del posto, messi in opera in modo da risultare traspiranti, ben coibentate ed isolate dall’umidità di risalita.
5) I MATERIALI: i prodotti utilizzati devono rispondere alle necessità di rinnovabilità, naturalità, atossicità, lunga durata e riciclabilità.
6) LA FORMA: la progettazione deve rifarsi agli archetipi storici architettonici, alle giuste proporzioni, simmetrie ed armonicità tra le parti ed il tutto. per la qualità vibratoria dell’abitazione.
7) DISTRIBUZIONE FRUITIVA DEGLI SPAZI: massima attenzione deve essere posta nell’ideare gli ambienti come, sempre orientandoli in funzione del percorso solare e delle loro le loro interazioni e destinazioni.
8) IL RISCALDAMENTO: lo sfruttamento di risorse deve tendere alla massima razionalità, evitando sprechi e inutili dispersioni. Tendere all’uso di energie pulite e rinnovabili, con impianti preferibilmente a parete e a battiscopa.
9) L’ENERGIA ELETTRICA: ricorrere possibilmente all’uso di pannelli fotovoltaici, cogenerazione, ed altre forme di energia alternativa. Ridurre al minimo gli inquinamenti elettromagnetici nel soggiorno,cucina e camere da letto. Effettuare una adeguata messa a terra. Installare impianti schermati e biodisgiuntori nelle camere da letto.
10) QUALITA’ DELL’ARIA INDOOR: gli ambienti confinati sono i più inquinati, quindi devono essere areati ad intervalli regolari, mantenendo nel contempo una soglia igrometrica ed una temperatura ottimali al ciclo biologico umano.
ferrari davide
September 14th
richiesta di incontro per discussione sulla situazione degli allevamenti intensivi e loro riflessi sul territorio
Published by davide ferrari on September 14th, 2002
in politicamente, Locale, agricoltura e allevamento
Comune di Borgo San Giacomo - CAP 25022
-Tel 030/948140-948547 - Fax 030/9487501
info@comune.borgosangiacomo.bs.it
http://www.comune.borgosangiacomo.bs.it
lì, sabato 14 settembre 2002
Al Ministero dell’Ambiente (Altero Mattioli)
Al presidente della Regione Lombardia (Roberto Formigoni)
Al presidente della Provincia di Brescia (Alberto Cavalli)
All’ASL di Brescia- settore igiene ambientale
All’A.R.P.A. di Brescia
Ai Sindaci dei Distretti socio Sanitari n°8 e n°9
OGGETTO: richiesta di incontro per discussione sulla situazione degli allevamenti intensivi e loro riflessi sul territorio
Il sottoscritto Ferrari Davide, in qualità di assessore all’Urbanistica ed Ambiente~Ecologia del Comune scrivente, alla luce delle gravi problematiche igienico-sanitarie ed ambientali connesse agli allevamenti intensivi, soprattutto suinicoli, che incidono su gran parte del territorio della Bassa Bresciana, testimoniate dalle numerose lamentele provenienti da comitati di cittadini in quasi tutti i comuni, chiede la disponibilità dei destinatari della presente ad organizzare una tavola rotonda mirata ad affrontare la problematica in oggetto, al fine di giungere a degli accordi condivisi, che se non di definitiva soluzione, possano perlomeno mettere un freno ad una attività antropica non più sostenibile.
Al riguardo mi permetto di sottoporre alla Vostra attenzione una personale, ma credo incontrovertibile, riflessione riguardo l’oggetto. (allegata in calce - "il bussines dei porci"
http://www.otherx.org/mdpro/modules.php?op=modload&name=News&file=articl...)
Visto il documento steso dai sindaci dei 35 Comuni dei Distretti Socio Sanitari n°8 e n°9, a seguito di un similare confronto su di un tema diverso ma altrettanto attuale nello scenario di uno sviluppo eco-sostenibile, riguardante le numerose richieste di autorizzazione alla costruzione di centrali termoelettriche, tenutosi a Barbariga in data 28/05/02, ritengo opportuno riproporre una assemblea di tal genere sottolineandone l’importanza della partecipazione.
Inoltre si è ritenuto doveroso invitare, visto l’impegno profuso da anni nel proporre una diversa impostazione del governo territoriale, i portavoce del Coordinamento Gruppi Ambientalisti e di Legambiente della Bassa Bresciana.
Il dibattito è programmato per il giorno martedì 8 ottobre 2002, alle ore 20.30, presso la sala consiliare del Comune di Borgo San Giacomo.
Confidando in una forte presenza, si coglie l’occasione per porgere
Distinti Saluti.
(assessore all’Ambiente ed Urbanistica)
ferrari arch. davide
July 25th
il business dei porci
Published by davide ferrari on July 25th, 2002
in Locale, dis/appunti di viaggio, agricoltura e allevamento
il business dei porci
davide ferrari - 25 luglio 2002
La Pianura Padana sta assistendo ad un fenomeno manifestatosi in tutta la sua complessità a partire dai primi anni novanta del secolo appena scorso, che evidenzia un cambio radicale in campo agro-zootecnico, una inversione di tendenza di rilevanza epocale del settore produttivo primario; ad una diminuzione graduale degli allevamenti di bovini e tipologie di sfruttamento del territorio ad essi legato corrisponde di contro un aumento del carico di bestiame suinicolo e dei necessari foraggi e mangimi.
Non passa giorno senza che dai media i governanti affermino la necessità di una agricoltura sostenibile, che punti sulla qualità, indicando la strada verso l’unico modo per salvare dalla concorrenza del mercato globale, i prodotti tipici nazionali e locali.
Ma mentre da un lato si esalta la peculiarità certificata del latte e derivati, nonché della carne selezionata, dall’altra si lascia campo libero alle imposizioni dei gruppi industriali che hanno sradicato in un brevissimo lasso di tempo il vecchio mestiere agricolo nostrano.









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